Accesso remoto diretto alla memoria (RDMA) in Open-E JovianDSS

5 Feb 2023 | Blog, Open-E JovianDSS

Nel mondo dell’archiviazione dei dati, la velocità di trasferimento è un aspetto essenziale che contribuisce sempre alla scelta del giusto sistema.

Una delle tecnologie in grado di migliorare questa velocità è l‘accesso remoto diretto alla memoria, chiamato anche RDMA (Remote Direct Memory Access), una combinazione perfetta per le basse latenze, per l’elevata larghezza di banda e per il ridotto ingombro della CPU.

 

Accesso diretto alla memoria

L’accesso diretto alla memoria è una caratteristica di un sistema che consente a diversi sottosistemi di bypassare l’unità di elaborazione centrale (CPU) e raggiungere la memoria principale di sistema (memoria ad accesso casuale o RAM) in modo indipendente.

Se prendiamo solo una singola CPU e proviamo a trasferire i dati, finirà in una coda piuttosto lunga di operazioni di lettura e scrittura che sovraccaricano l’input e l’output.

Invece, grazie all’accesso diretto alla memoria, la CPU può avviare il trasferimento indipendentemente dall’operazione su cui stava lavorando e continuare contemporaneamente con la coda già avviata.

 

Accesso remoto diretto alla memoria (RDMA)

Come si può intuire dal nome di questa funzione, è possibile accedere alla memoria su una macchina remota senza interrompere l’elaborazione della CPU. 

L’RDMA supporta la rete a copia zero, che consente alle applicazioni di eseguire trasferimenti di dati senza il coinvolgimento dello stack del software di rete.

Per questo motivo, i dati non vengono copiati tra i livelli di rete e finiscono direttamente ai buffer.

Inoltre, l’RDMA non coinvolge né il kernel né la CPU, lasciando, così, più spazio libero di memorizzazione nella cache.

 

Accesso remoto diretto alla memoria (RDMA) in Open-E JovianDSS

L’RDMA in Open-E JovianDSS Up29r3, gestito dalla funzione RDMA Over Converged Ethernet, attualmente supporta solo la connessione tra i nodi nella configurazione del cluster di archiviazione non condivisa.

Le connessioni RDMA nei cluster di archiviazione condivisi per il registro di scrittura replicato, e nella connessione client-server, verranno implementate nei prossimi aggiornamenti del software.

Gli ingegneri di Open-E ricordano di utilizzare le estensioni iSCSI per il networking diretto remoto (iSER) per abilitare la connessione RDMA.

In questo modo, il protocollo RDMA aumenta le prestazioni tra i nodi utilizzando RoCE (RDMA over Converged Ethernet) e consente di fornire una maggiore larghezza di banda per l’intero trasferimento di archiviazione a blocchi, fornendo un comportamento di copia “zero time”.

 

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